giovedì 5 maggio 2011

ODERZO DOMANI: come può cambiare la città secondo EUGENIO LUZZU

Eugenio, come immagini la città di Oderzo nei prossimi anni?

Abbiamo la fortuna di aver ricevuto in eredità un centro storico di grande bellezza. Utilizzare meglio alcune aree centrali ora poco valorizzate permetterebbe di ridare vita a tutta la città. Se mi proietto in avanti di qualche anno e penso alle trasformazioni che vorrei vedere realizzate, senza utopie ma con molta concretezza, vedo con chiarezza alcuni interventi necessari, diverse cose che andrebbero cambiate per avere una città migliore.
Le più importanti?
Piazzale Europa, via Garibaldi, il Foro Boario Nuovo e i centri delle frazioni.
Cominciamo da?
Da piazzale Europa: ci passo tutti i giorni, ci lavoro. Vedo da tanti anni che niente cambia, che l’area è rimasta quella di quarant’anni fa. Esistono soluzioni tecniche abbastanza semplici per utilizzare meglio l’area e renderla più vitale e piacevole per i cittadini, soluzioni da tradurre poi in un progetto complessivo.
Soluzioni come?
Una disposizione più regolare dei parcheggi permetterebbe di guadagnare parecchi posti auto. Si possono ricavare spazi verdi vicino ai condomini ma soprattutto si può semplificare la viabilità creando una circuitazione tra via Pontremoli – Piazza Castello - via Roma - via Simonetti.
Questo permetterebbe anche di mettere in sicurezza l’entrata/uscita dalla scuola media. Contemporaneamente si può realizzare un percorso pedonale che colleghi con il nuovo ponte gli edifici esistenti, attraversando lo spazio riorganizzato e arricchito di verde. Avremmo una passeggiata breve ma molto bella che mette insieme aspetti storici e architettonici, spazi verdi e fiume e offerta commerciale di qualità. Un centro città molto più attraente sia per chi vive a Oderzo che per chi viene da fuori.
Ma poi per le macchine basta Piazzale Europa?
No, questo ci porta proprio al Foro Boario Nuovo, per il quale bisogna pensare a un progetto complessivo e non inventarsi un pezzetto alla volta secondo le disponibilità del momento.
Cosa intendi dire?
Permettimi di fare una breve parentesi, un discorso complessivo sulle perequazioni, cioè sulle opere pubbliche realizzate dai privati che ottengono concessioni edilizie importanti: dobbiamo avere le idee chiare su cosa serve alla città e prevedere cosa far realizzare di volta in volta a chi costruisce, in base a un progetto che serva a tutti. Non possiamo aspettare e inventarci ogni volta qualcosa che c’entra poco o niente, decidendo caso per caso cosa fare senza nessun legame tra un'occasione e l'altra, come abbiamo fatto fin qui. Ad esempio: dalla COOP alla Cadore-Mare, in poco più di un km, sono state realizzate 5 rotonde. Ha senso? Non è meglio avere un progetto complessivo, pur realizzandolo un po’ alla volta man mano che troviamo le risorse?
Ho capito. E di questo progetto farebbe parte anche il Foro Boario?
Certo: è un’area vicinissima al centro e che non presenta vincoli storici. Intanto si potrebbe come soluzione immediata, magari temporanea, ampliare subito l’impianto del rugby. Poi si può incrementare il numero di parcheggi (da realizzare con il metodo del “green park” per mantenere il territorio permeabile, visti i problemi nella gestione delle acque in quella zona). Non sarebbe difficile poi realizzare un percorso pedonale che porti al centro in modo molto diretto

E poi? In quell’area c’è molto spazio. E rimane il problema del macello…

La struttura del macello, se viene mantenuta, può convivere con altri servizi. La zona è molto facilmente accessibile dalla Postumia e può diventare sede privilegiata per servizi, uffici e strutture. L’edificio già esistente può essere riconvertito ospitando in primo luogo il Centro giovani. l’area va progettata tutta insieme e realizzata un po’ per volta.

E via Garibaldi?

Lì bisogna lavorare su tutta l’area che comprende anche la stazione ferroviaria e quella delle corriere. Il primo passo sarebbe appunto quello di creare un terminal unico per i trasporti pubblici avvicinando le due stazioni. Si può anche pensare a un concorso di idee per un progetto complessivo che, nell’area dell’ex stazione di servizio e sul terreno incolto adiacente, realizzi la nuova stazione delle corriere e la colleghi a quella dei treni creando una piazza e degli spazi per le attività. Via garibaldi diventerebbe il principale collegamento tra le stazioni e la città e riprenderebbe vita in modo spontaneo. l’attuale stazione delle corriere manterrebbe una fermata per accedere meglio al centro e avrebbe più spazi per il parcheggio. Per il resto Via garibaldi è già molto bella da sé, basterebbe ricalibrare le infrastrutture (marciapiedi e aiuole) e progettare l’arredo urbano per darle la dignità che merita.

Sarebbe una città diversa, più bella…

Ne sono convinto, e la nostra vita sarebbe ancora migliore se cominciassimo a amministrare pensando in prospettiva, preparando il futuro. Dobbiamo risparmiare territorio incoraggiando a riutilizzare le strutture dismesse, dobbiamo “pensare ecologico” e fabbricare a basso consumo, realizzare nuovi spazi verdi e metterli in rete con quelli esistenti, intervenendo anche sulle zone di Oderzo coperte di asfalto e cemento, salvando i viali alberati tipici del territorio e facendone trovare qualcuno di nuovo ai nostri figli, fra qualche anno…

E’ sufficiente?

No, c’è una cosa importantissima da dire: la città deve vivere in tutte le sue parti. le frazioni sono diventate naturalmente aree soprattutto residenziali, ma non devono essere ridotte a dormitori, devono mantenere il loro carattere di piccole comunità, devono avere dei centri di aggregazione. Molte frazioni restano vitali anche grazie alle parrocchie, al volontariato, ai gruppi, ma l’amministrazione deve aiutarle organizzando gli spazi anche in funzione della collettività e creando occasioni per stare insieme, all’aperto e al coperto.

E come si fa? puoi fare un esempio?

Il problema più evidente è quello di Fratta, da anni divisa in due dalla Postumia. Bisogna spostare il traffico verso la Oderzo-Pordenone e la circonvallazione e fare della Postumia di Fratta una strada interna, una specie di “boulevard”, magari fiorito o alberato, creando una vera piazza in corrispondenza dell’area della chiesa nuova (vedi il “post” precedente). E per ogni frazione ci vuole un vero “centro”, con un progetto che tenga conto del carattere particolare delle diverse comunità: anche Colfrancui, Faè e Camino meritano una piazza capace di reggere il confronto con il centro della città e che sia un luogo di ritrovo attraente e sicuro per chi ci abita, così come Rustignè attende da molti anni l’esecuzione dei lavori progettati per il suo centro. Per Piavon invece è necessario soprattutto risolvere i problemi di viablità.

Ma non sono progetti troppo ambiziosi?

No: credo che sia necessario, come dicevo, pensare in prospettiva. difficile prevedere con precisione quanto tempo ci vorrà, ma in cinque anni già molte cose si possono realizzare e altre si possono avviare. e non basta…

C’è altro?

Sì, certo. alcune idee centrali per riuscire in futuro a restare una comunità e conservare la “personalità” della propria città.

Vale a dire?
Ci lamentiamo sempre di come i centri commerciali siano diventati un polo di attrazione fortissimo ma anonimo e votato solo alla logica del consumo. Abbiamo un centro urbano che può soddisfare altrettanto bene tutte le richieste dei consumatori e insieme offrire storia, cultura, spazi e relazioni a misura d’uomo e di famiglia: dobbiamo assolutamente valorizzarlo.

Qual è l’idea?

Cominciamo a sperimentare la pedonalizzazione di via Umberto I in alcuni periodi, a partire dai fine settimana, permettiamo ai locali pubblici di utilizzare in modo limitato e razionale parti della strada, inseriamo elementi verdi, organizziamo la viabilità, predisponiamo i parcheggi necessari a breve distanza. Non è una proposta insolita: ha funzionato bene in altre città.
Con questo la tua “Oderzo domani” è completa?
No, certo. ci sono molte altre possibilità di intervenire e migliorare: la vecchia sede del “besta” potrebbe diventare il nuovo ufficio postale centrale, naturalmente con la collaborazione di “poste italiane”; bisogna portare l’adsl in tutto il territorio e realizzare dei punti wifi in luoghi pubblici, c’è il progetto importantissimo della “Cittadella dello sport” nell’area delle ex caserme, dove potrebbe trovare posto anche un auditorium. E poi c’è tutta la questione della viabilità, che però è un capitolo ampio. Ne parliamo un’altra volta?

Va bene, Eugenio. come va la campagna elettorale?

Bene, mi pare la gente ci segue con attenzione e sembra capire che rappresentiamo una novità…vera! continuiamo a lavorare.

Grazie Eugenio.

Grazie a voi.
(intervista a cura di pd_Oderzo e ide@lab)

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